Nata a Merate (Lecco) nel 1999 la band è cresciuta nella scena del rock alternativo milanese, tra serate nei locali, concorsi e le più disparate manifestazioni, tra le quali due performance al Rolling Stone di Milano per le serate Saturday Night Live.
Dopo i due demo "BetA" (2000) e "Escape" (2002), nel 2005 i Bios esordiscono sulla media lunghezza con "Looking Up to the Sky", minialbum di 8 tracce interamente autoprodotto. Un disco dalle sonorità indie rock costruito su una solida sezione ritmica, sovraincisioni di chitarre a fare da controcanto alle melodie della voce, synth e suoni elettronici a completare il quadro. Aerei, treni e desideri di fuga per raccontare sogni e speranze quotidiane, e in esse l'altalenarsi dell'amore che si consuma, si sfalda, per poi rinascere ancora una volta. Perché volgere lo sguardo verso il cielo è solo un altro modo di non guardare in faccia la realtà.
Francesco (voce e chitarre)
Francesco Negri, colui al quale tocca di assolvere l'ingrata funzione di
frontman. Dieci anni di studio di pianoforte, poi la svolta: la possibilità di
mettere in piedi un gruppo gli ha permesso di seguire le proprie passioni,
scrivere, cantare, suonare la sua amata Fender Telecaster. Blogger,
appassionato di fotografia, vita sana, niente droga e poco alcool. Nelle sue
canzoni si trovano temi interessanti e allegorie bizzarre, bagagli lasciati in
albergo, linee elettriche, uomini d'affari. I Bios sono la sua estensione
naturale, sono la sua voce.
Stefano (basso)
Stefano Parma, l'uomo dai mille volti. E' sempre coinvolto in attività di ogni tipo:
smonta motori grippati e sbiellati delle vespe, fa rettificare il cilindro, cambia
biella e rimonta tutto. Canta nel gruppo vocale "Cantolibero", gioca nella
nazionale italiana Intercrosse, allena i giovani giocatori di Intercrosse, e
nel tempo libero studia ingegneria meccanica con risultati discreti. Quando non
ha nulla da fare... per lui non esiste questa possibilità. Smonta
fotocopiatrici, ripara computer, a volte dorme.
Trincio (tastiere e synth)
Gabriele Motta, l'autodidatta. In un primo momento avviato dal padre (anch'egli
musico) agli strumenti a tastiera, si è poi evoluto da solo, con uno stile
molto personale. Di stirpe contadina, amante dell'agricoltura, della natura,
delle Alpi, delle colline che si affacciano sulla Brianza - ma anche della
tecnologia, delle scienze e dell'informatica, si diletta anch'egli come Stefano
a fare un po' di tutto, ma con più moderazione. Poche donne, un po' più di
alcool, preferirebbe il contrario.
Giordano (batteria)
Giordano Bruni, il notturno. Fonte di geniali trovate in campo comico-ironico,
rappresenta lo spirito dissacrante del gruppo, ma è anche un'incognita per
molti, che lo conoscono solo di giorno. Fanatico dei giochi online, è capace di
rincasare in piena notte e rimanere incollato al computer fino all'alba. Dopo
aver vissuto per anni in Germania e in Turchia è rientrato stabilmente in Italia
dove divide il suo tempo fra gli esercizi sul rullante e il Karate
agonistico.